Al Pick Week un altro sabato di grande musica

Arrivano i Drop4 con il loro reggae "rivisitato", che chiuderanno la stagione

Un repertorio che spazia dai classici di Bob Marley, passando per i Police, Pink Floyd fino ad arrivare ai grandi successi internazionali. Con una particolarità: tutti i brani sono rivisitati in chiave reggae/dub/rocksteady, con un tocco di psichedelia ed una vena di improvvisazione. I Drop4, che chiuderanno la stagione musicale del circolo Pick Week di corso Novara 229 a Vigevano, sabato 29 dalle ore 22, si presentano coi loro oltre duemila concerti tra Italia, Europa e Giappone.


La lunga chiacchierata col chitarrista Francesco Curatella ha permesso di capire che i Drop4 sono musicisti veri, esperti, che sicuramente chiuderanno "col botto" una, di per sé fortunata, stagione di concerti.

Francesco, Illustrami il resto della band e cosa suonerete al Pick Week.

«Con me ci sono Camillo Ciprandi, il cantante, Ezio Salfa al basso ed il batterista Giovanni Tani. Siamo musicsiti professionisti, nel nostro progetto rivisitiamo col nostro tocco personale i brani di Marley, dei Pink Floyd, dei Police e dei Beatles».

Parliamo di reggae: è una musica ancora attuale? Ci sono scene nazionali fiorenti? Com'è quella italiana?

«Il reggae a cui ci ispiriamo è quello un po' più "datato". Partendo dai gruppi giamaicani "roots" fino alla rivoluzione di Bob Marley, arrivando a contaminazioni dub come gli "Easy Star All Star" o Jazz come i "Groundation". Ma noi non siamo un classico gruppo reggae, come ti ho già detto amiamo contaminare spingendoci fino ad arrangiamenti in chiave dub. Il reggae attuale è molto lontano da quello a cui noi ci ispiriamo; purtroppo è diventato molto commerciale (molto vicino al pop) oppure nella parte più ballabile simile ai generi latini come il reggaeton. In generale le band si sono standardizzate, tralasciando la parte della creatività e della ricerca sonora a favore dell'immagine e della "orecchiabilità" dei brani. Si tratta di un problema di ogni genere musicale attuale e sopratutto di un paese come l'Italia».

In generale, esistono ancora strade da esplorare nella musica nera? ed in quella popolare?

«Pensiamo che in generale ci siano ancora strade da esplorare nella musica, anche se probabilmente sarà sempre più difficile rivedere grosse "rivoluzioni musicali". La problematica di una scarsezza di contenuti e della mancanza di una vera ricerca musicale probabilmente è diversificata: da una parte c'è il pubblico, cioè gli ascoltatori, che sono sempre meno disposti ad un ascolto approfondito ma sono sempre più alla ricerca di una musica "usa e getta". Dall'altra c'è la maggior parte dei musicisti, che si lamenta di questa situazione di "carenza di cultura musicale" ma è la prima che si standardizza e rinuncia ad una propria ricerca musicale. Infine ci sono i gestori di locali di musica dal vivo o gli organizzatori di eventi live che cercano di accaparrarsi (per ovvi motivi economici ) più pubblico possibile vertendo su proposte di facile ascolto e attrattiva. Il Pick Week è un posto atipico dove puoi trovare di tutto, dalle proposte più commerciali fino a quelle di più ricercate e particolari. Speriamo che sempre più locali vadano in questa direzione».

@ L'INFORMATORE - Davide Maniaci

 



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10.8.2017

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